Nuovo Paradigma Transpersonale: modello olistico il quale considera corpo, mente e spirito parti inseparabili dell'intera persona.
sabato 11 ottobre 2014
lunedì 22 settembre 2014
domenica 21 settembre 2014
domenica 31 agosto 2014
Oliver Shanti: Simplement l'Amour
In molte società sciamaniche, se ti rivolgi a un guaritore per problemi di
depressione, scoraggiamento, o demotivazione, ti sentirai porre quattro
domande:
Quando hai smesso di ballare?
Quando hai smesso di cantare?
Quando hai smesso di sentirti affascinato dalle storie del mondo?
Quando hai smesso di trovare conforto nella dimensione del dolce silenzio?
Hernàn Huarache
Mamani
mercoledì 20 agosto 2014
lunedì 14 luglio 2014
Tiziano Terzani UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA -

La storia di questo viaggio non è la riprova che non c'è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla.
Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito a tantissimo.
E' così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita.
E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto ognuno deve fare la strada da solo.
Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale.
L'ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell'ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.
Io provo.
domenica 6 luglio 2014
martedì 1 luglio 2014
C.G.Jung
La conoscenza, o l’intuizione, che avevo avuto della fine di tutte le cose, mi diede il coraggio di intraprendere nuove formulazioni.
Ma dalla malattia derivo anche un’altra cosa: potrei chiamarla un dir di “sì” all’esistenza; un “sì” incondizionato a ciò che è, senza proteste soggettive; l’accettazione delle condizioni dell’esistenza così come le vedo e le intendo; l’accettazione della mia stessa essenza, proprio come essa è.
Al principio della malattia avevo la sensazione che vi fosse un errore nel mio atteggiamento, e che perciò in certo qual modo fossi responsabile io stesso dell’infelicità. Ma quando uno segue la via dell’individuazione, quando si vive la propria vita, si devono mettere anche gli errori nel conto: la vita non sarebbe completa senza di essi.
Fu solo dopo la malattia che capii quanto sia importante dir di sì al proprio destino. In tal modo forgiamo un io che non si spezza quando accadono cose incomprensibili; un io che regge, che sopporta la verità, e che è capace di far fronte al mondo e al destino. Allora fare esperienza della disfatta è anche fare esperienza della vittoria".
Ricordi, Sogni, Riflessioni
venerdì 27 giugno 2014
Stanislav Grof. Psicologia Transpersonale II Parte
Secondo Michael
Harner, poi, la psichiatria e la psicologia occidentali mostrano anche un forte
pregiudizio cognicentrico, un altro modo per dire che nelle loro speculazioni
teoriche prendono in considerazione solo esperienze e osservazioni relative a
stati di coscienza ordinari, mentre sistematicamente rifuggono o fraintendono i
dati provenienti dalla ricerca degli stati non ordinari, come i fenomeni
osservati nella terapia psichedelica, nelle potenti psicoterapie esperienziali,
nel lavoro con individui in emergenza spirituale, nella ricerca sulla
meditazione, negli studi antropologici sul campo o nella tanatologia.
A causa
della loro fondamentale incompatibilità col paradigma dominante, i dati
sovversivi provenienti da questi campi di ricerca sono stati sistematicamente
ignorati o valutati erroneamente.
Nel paragrafo
precedente ho fatto riferimento al termine”stati di coscienza non ordinari”.
Prima di procedere in questa discusione, mi sembra appropriato un chiarimento
semantico.
Questo termine viene impiegato soprattutto dai ricercatori che
studiano questi stati e ne riconoscono il valore. Gli psichiatri ufficiali
preferiscono il termine “stati di
alterazione”, che riflette la convinzione che solo lo stato di coscienza della
vita quotidiana rappresenti la normalità, mentre tutti quelli che da esso si
discostano, senza alcuna eccezione, non siano altro che distorsioni patologiche
della corretta percezione della realtà, quindi prive di qualunque potenziale
positivo.
Tuttavia, anche il termine “non ordinari” è troppo ampio per l’obiettivo
della nostra discussione. La psicologia transpersonale si rivolge infatti a un
significativo sottogruppo di questi stati, caratterizzato da un potenziale
euristico, terapeutico, trasformativo e perfino evolutivo.
Questo sottogruppo
comprende le esperienze degli sciamani e dei loro assistiti, quelle degli
iniziati nei riti di passaggio dei nativi americani o degli antichi misteri di
morte e rinascita, quelle degli operatori spirituali e dei mistici di tutte le
epoche, nonchè le crisi psicospirituali degli individui in “emergenza spirituale”.
All’inizio della
mia ricerca, ho scoperto con grande sorpresa che la psichiatria convenzionale
non aveva un nome per questa importante tipologia di stati non ordinari di
coscienza, e per questo la liquidava col termine “stati di alterazione”.
Sentendo con forza che invece meritavano di essere distinti dagli altri, e
collocati in una categoria specifica, coniai il termine olotropico (Grof 1992),
che significa letteralmente “orientato verso la completezza” o “che si muove in
direzione della completezza” (dal greco holos= intero e trepo, trepein =
muoversi verso o in direzione di qualcosa), suggerendo che, nello stato di
coscienza della vita di tutti i giorni, ci identifichiamo solo con una piccola
parte di chi siamo veramente.
Negli stati di coscienza olotropici, invece,
possiamo trascendere i confini ristretti dell’io corporeo e incontrare un ampio
spettro di esperienze transpersonali che ci aiutano a reclamare la nostra piena
identità.
Ho descritto altrove le caratteristiche fondamentali degli stati
olotropici e le loro differenze rispetto alle condizioni che meritano di essere
definite come “stati alterati di coscienza”. Ormai è un po’ di tempo che uso
questo termine, e sono lieto di affermare che la sua popolarità è in aumento.
Riconoscendo
l’autentica natura delle esperienze transpersonali, e il loro valore, la
psicologia transpersonale ha fatto significativi passi avanti verso la
correzione dei pregiudizi etnocentrici e cognicentrici della psichiatria e
della psicologia convenzionali.
Alla luce dei
moderni studi sulla coscienza, l’attuale irrispettosa denigrazione e patologizzazione
della spiritualità che caratterizza il monismo materialista appare
insostenibile. Negli stati olotropici, le dimensioni spirituali della realtà
possono essere sperimentate direttamente in modo altrettanto plausibile quanto
la nostra esperienza quotidiana del mondo materiale, se non di più.
Un attento
studio dei fenomeni transpersonali mostra che questi non solo non si possono
spiegare come il prodotto di processi patologici a carico del cervello, ma sono
anzi ontologicamente reali.
Per distinguere
le esperienze trasnpersonali dai prodotti della fantasia individuale, gli
psicanalisti junghiani parlano di
dimensione immaginale. L’erudito filosofo e mistico francese Henri Corbin, che
per primo usò l’espressione mundus imaginalis, aveva tratto ispirazione dallo
studio della letteratura mistica islamica.
I teosofi islamici chiamano il mondo
immaginale, dove tutto ciò che esiste nel mondo sensibile ha il suo
corrispettivo, “alam a mithal” o “ottavo clima” per distinguerlo dai “sette
climi”, cioè le zone in cui i geografi islamici tradizionali dividevano l’emisfero
boreale.
Il territorio immaginale è dotato di ampiezza e dimensioni, di forme e
di colori, che tuttavia non sono percepibili dai nostri sensi nello stesso modo
in cui li percepiamo quando sono proprietà di oggetti fisici. Tuttavia, questa
dimensione è, sotto ogni altro aspetto, ontologicamente reale e suscettibile di
essere consensualmente convalidata da altri, esattamente come il mondo
materiale percepito normalmente attraverso i sensi.
Tratto da : "Guarire le ferite più profonde"
martedì 17 giugno 2014
Viviana Vivarelli
Freud e Jung appartengono a due generi polari: il razionalista e l’intuitivo, l’uomo che vuol ridurre la psiche a schema, meccanismo o numero, e il visionario che va alla scoperta dell’inconscio, cioè dell’ignoto, attraverso immagini. Da una parte lo psicologo che fa statistiche, dall’altra il poeta che sogna. Di qua il matematico, di là l’alchimista.
In Freud chiaramente prevale l’emisfero razionale, che usa segni, definizioni e tabelle, compone e scompone la psiche come fosse una macchina di cui precisa pezzi e funzionamenti, la sua psicologia sembra una tecnica, i suoi libri sembrano manuali di idraulica o meccanica.
In Jung prevale l’emisfero intuitivo, con simboli, metafore, sogni, forme poetiche, visioni e allucinazioni. E’ ovvio che i due non si intendano.
Così gli uomini si dividono spesso secondo questa o quella prospettiva, a volte naturale a volte indotta, e in genere i tipi lateralizzati non comunicano bene tra di loro, sono come un cieco che parla a un sordo o un sordo che mostra figure a un cieco; non si intendono, l’uno vede ciò che all’altro sfugge e ognuno può diventare antipatico nella difesa della propria prospettiva, come se quella fosse esaustiva di tutto.
Poi va da sé che la natura fa incontrare le coppie proprio secondo il richiamo degli opposti, in una specie di integrazione possibile che quasi mai riesce.
L’intuitivo ‘vede’ ma non sa spiegare, fonda le sue certezze su intuizioni che lo convincono ma sembrano basate sul nulla; l’analitico spiega ma non convince, in genere è povero nel sentimento e non ha abbastanza immaginazione per afferrare il nuovo o trasmetterlo.
In Freud chiaramente prevale l’emisfero razionale, che usa segni, definizioni e tabelle, compone e scompone la psiche come fosse una macchina di cui precisa pezzi e funzionamenti, la sua psicologia sembra una tecnica, i suoi libri sembrano manuali di idraulica o meccanica.
In Jung prevale l’emisfero intuitivo, con simboli, metafore, sogni, forme poetiche, visioni e allucinazioni. E’ ovvio che i due non si intendano.
Così gli uomini si dividono spesso secondo questa o quella prospettiva, a volte naturale a volte indotta, e in genere i tipi lateralizzati non comunicano bene tra di loro, sono come un cieco che parla a un sordo o un sordo che mostra figure a un cieco; non si intendono, l’uno vede ciò che all’altro sfugge e ognuno può diventare antipatico nella difesa della propria prospettiva, come se quella fosse esaustiva di tutto.
Poi va da sé che la natura fa incontrare le coppie proprio secondo il richiamo degli opposti, in una specie di integrazione possibile che quasi mai riesce.
L’intuitivo ‘vede’ ma non sa spiegare, fonda le sue certezze su intuizioni che lo convincono ma sembrano basate sul nulla; l’analitico spiega ma non convince, in genere è povero nel sentimento e non ha abbastanza immaginazione per afferrare il nuovo o trasmetterlo.
mercoledì 11 giugno 2014
Francesco Alberoni
Il coraggio è una virtù morale e sociale e non va confuso con la temerarietà e l'avventatezza. Occorre coraggio per cercare la verità resistendo ai luoghi comuni e ai pregiudizi. Occorre coraggio per vedere lucidamente i pericoli che ci circondano. Occorre coraggio per capire come sono realmente le persone senza farsi ingannarte dalle apparenze. Occorre coraggio per essere buoni, per amare profondamente, per concepire un grande progetto e portarlo a compimento.
venerdì 25 aprile 2014
L’EVOLUZIONE DELLA PSICOLOGIA: Verso un nuovo sguardo dell’Essere.
“La mente non brilla grazie alla propria luce, se
non che è un oggetto illuminato dall’io. L’io è illimitato, è la coscienza pura
che illumina i contenuti della mente....l’egoismo, - la sensazione limitata
dell’io- sorge quando l’intelletto si attribuisce per sè il potere della
coscienza.”
(Pantajali)
Agli
inizi la Psciologia Occidentale, cercava e si sforzava per diventare una
scienza a tutti gli effetti. È così che, con una esperienza di laboratorio, è
nata la Psicologia Conduttivista.
Il centro del suo sguardo è centrato solo nel
comportamento osservabile e misurabile per poi escludere tutti quei
comportamenti non in grado di essere misurati.
Nonostante
ciò, il graduale e innegabile riconoscimento della sofferenza psicologica da
parte degli specialisti, ha permesso che il lavoro clinico cominciasse a
incorporare nuovi elementi che fino a quel momento non erano accettati.
Cosi è
nata la Psicanalisi la cui attenzione viene centrata principalmente negli aspetti soggettivi e inconsci del
soggetto.
Tanto
la Psicanalisi come il Conduttivismo hanno dato le fondamenta per la Psicologia
Clinica e la Psicologia Esperimentale dominanti durante la prima metà del
secolo XX.
Ma negli anno 60 emergono altre voci che segnalavano questi modelli
come limitati rispetto al ventaglio di possibiltà che può presentare l’esperienza
umana.
In questo senso, si averte che la “Vecchia” psicologia partiva dallo
studio della psicopatologia e lasciava da parte le caratteristiche della psiche
sana.
Oltre a quello, queste scuole si occupavano di generalizzare situazioni
di laboratorio per essere applicate alla complessa vita quotidiana.
Questo
approccio obbligava a fare una lettura riduzionista della natura dell’Essere
senza nessuna considerazione per i fattori spirituali costitutivi. In questo
modo veniva negata la esistenza di altre dimensioni di coscienza e così
diventavano patologiche esperienze transpersonali di fondamentale importanza.
Le
limitazioni imposte per le letture mecanicciste tradizionali psicologiche
furono quelle che finalmente hanno scatenato una crisi di sconformismo. Questo
movimento critico generò un livello di energia che aprì nuovi spazi per lo
sviluppo di un nuovo sguardo dell’Essere, più ampia e più rispettosa della sua
natura.
Come
risposta a questa situazione, è emerso un nuovo modello psicologico che
allargava gli orizzonti della Psicologia del momento e che sviluppava un
approccio più completo della psiche umana.
Abraham Maslow, uno dei membri
fondatori della Psicologia Umanistica e della Psicologia Transpersonale, dice
che “il sorgere di questo nuovo approccio ha come obiettivo l’allargare e
integrare la visione freudiana.”
Ma se
questa visione umanista allargava e rinnovava la concezione della psiche, verso
la fine degli anni 60 è stato necessario un nuovo cambiameto nel contesto concettuale,
e così è nata la Psciologia Transpersonale.
La Psicologia Umanistica è stato un
movimento di transizione verso una Psicologia “Transumana” o Transpersonale,
aggiunse.
La
Psicologia Umanistica centra i suoi studi nella esperienza umana per contribuire
al miglioramento della qualità della vita e il perfezionamento dell’essere
umano.
Quella lettura ha messo in rilievo la possibiltà di che ogni persona
sana abbia esperienze elevate , piene di senso, intense, beatifiche, dove può
spandere la sua sensazione di identità sentendosi in unione con l’Universo.
Così la psicologia Umanistica e quella Transpersonale, sorgono come nuova
coscienza che da risposte alle esperienze umane.
Annamaria Saracco
Terapia delle Vite Passate : Approccio Transpersonale
Il
riconoscimento della dimensione spirituale della psiche, come integrazione del
nuovo paradigma transpersonale rappresenta una netta delimitazione con le
teorie psicologiche tradizionali.
Allo stesso tempo la lettura di
vite passate come tematica emergente oggi giorno, sintetizzano un nuovo sguardo
per la creazione di salute e benessere.
Ma non sempre è stato
correttamente gestito questo nuovo approccio sopratutto quando si cercava di
metterlo alla pratica attraverso arcaici strumenti esistenti che accompagnavano
le ricerche tradizionali.
Questa sottile indifferenziazione
ha dato luogo a cattive interpretazioni
che hanno dato come conseguenza credenze sbagliate rispetto alla sua
implementazione.
La cornice dentro la quale vi
approcciano le terapie di vite passate nella psicologia transpersonale è LA
CONSAPEVOLEZZA SULLA CONTINUITÀ DELLA COSCIENZA.
Nonostante ciò esiste la tendeza
a semplificare questo processo di guarigione. Il rischio è avere uno sguardo
lineare nell’osservazione e interpretazione della memoria karmica.
La Terapia di Vite Passate è
fondamentalmente un modo per allargare le frontiere della coscienza ordinaria, permettendo
l’accesso ad alcuni livelli di esperienza che determinano frequenze più elevate
di funzionamento.
Cosa significa? La qualità del modello
vibrazionale, la densità dei diversi livelli di energia nei quali ci muoviamo,
è molto importante per poter recepire qualsiasi informazione proveniente dai diversi piani di coscienza. È
fondamentale usare le nostre energie e creare uno spazio di energia “leggera”,
sottile” che ci permetta di essere più recettivi.
Questo processo non dipende da
interventi esterni se non che principalmente e decisamente, da un atteggiamento
di compromesso, volontà, chiara intenzione di riconoscerli, caratteristiche
queste, necessarie per intraprendere un difficile percorso di crescita. E
questo percorso è quello della consapevoleza.
Cammino di rivelazioni, di
delusioni ( cadranno i veli illusori costruiti dalla nostra mente).
Necessariamente avremmo bisogno di guide in questa avventura difficile e
affascinante, ma ciò che è imprescindibile è un livello di coscienza che
permetta questa azione di compromesso
verso un lavoro olistico che avvolge tutti i livelli di coscienza
dell’Essere.
Per ciò ritengo importante
presentare la Terapia di Vite Passate da un punto di vista evolutivo.
È un modo di capire gradualmente
e di risvegliarsi alla finalità più elevata della nostra esperienza nella
Terra.
È un percorso di risveglio che
man mano rivela nuove forme di accesso a una progressiva comprensione della
multidimensionalità dell’Essere che siamo.
La nostra identità si allarga
nella misura in cui percorriamo con responsalibità e consapevolezza questo percorso.
L’approccio verso le vite
passate è un modo per allargare la coscienza di chi siamo in una realtà più
globale.
Il suo oggetto non è ne minore
ne secondario. Il suo fine ultimo non è eliminare paure, fobie, ne ansie. È
ancora di più, è l’opportunità di affrontare loro, attraversandoli in un
crescente processo di consapevoleza e integrazione.
Non
è una consapevoleza intellettuale quella che determinarà il processo di
guarigione se non che una esperienza di riconoscimento e accettazione, di sfide
previe non assunte.
La
saggezza nasce dalla consapevolezza per la esperienza vissuta e che la mente
non riesce a contenere.
Annamaria Saracco
domenica 20 aprile 2014
La Coscienza
La
coscienza è la capacità di conoscere, di sapere, è il testimone di ogni cambiamento. È ciò che
fa che tutto esista. Non c’è oggetto nelle coordenate spazio temporale senza
una coscienza che lo percepisca.
Il koan zen chiede “qual è il suono di un
albero che cade nel bosco dove nessuno lo sente?” e noi possiamo rispondere che
se non c’è un essere cosciente che ascolta, non c’è suono.
È necessario che ce
ne sia una mente che decodifiche le vibrazioni esistenti come un albero cadendo
in un bosco e generando suoni, lo stesso che un organo auditivo che riceve
quelle vibrazioni che va a decodificare la mente.
Deve avere una coscienza
immanente nel bosco, nel orecchio e nella mente.
La nostra ignoranza – il
paradigma nel quale ci siamo formati- ci
dice che c’è un mondo là fuori indipendente da chi osserva. Ma non ostante ciò
quel mondo si manifesta soltanto quando viene osservato da un osservatore con
una coscienza.
Il mondo è fatto per una Coscienza e per essere sfruttato per
una Coscienza.
La
Coscienza è difficile da definire perché nessuna forma la può contenere nel suo
interno. I termini spirito e anima fanno riferimento a un soffio, all’aria,
particolarmente all’aria in movimento, il vento. Cioè denota un movimento che,
oltre a essere libero di ogni struttura materiale, è invisibile come l’aria, ma
potente come il vento.
Ma
nell’Essere Umano la Coscineza è sempre associata a una vibrazione, con la
quale si identifica e con la quale si confonde. Non c’è una Coscienza libera se
non legata a una vibrazione fisica, mentale o emozionale, come abbiamo visto
nel capitolo precedente, quando si faceva riferimento a come sono le persone
che si identificano con cada uno di quei livelli energetici.
Così,
la Coscienza Unica, manifestandose come un Essere Umano, crede di essere quel
essere umano nel quale è in immanenza, e crede di essere diverso dagli altri,
di cui crede di essere staccato.
Si è identificato con la materia della quale
si è associato e attraverso la quale a perso la nozione di essere chi è:
Coscienza Pura. Queste sono le regole del gioco. Adesso la Coscienza, nascosta
nelle forme, deve incotrare sè stessa.
Vediamo
allora che, manifestandose l’Essere in un Essere Umano, la prima cosa che succede
è la dimenticanza, la perdita della consapevoleza di ciò che si è. Questo noi
lo chiamiamo ignoranza fondamentale, la prima conseguenza della manifestazione
dell’uomo.
La
seconda conseguenza è la comparsa di un ego, l’idea di essere un corpo e una
mente, un “io” separato dagli altri e diverso da loro, autoreferenziale. A ciò
noi lo chiamiamo egoismo.
Adesso
questo essere umano comincia ad avere attrazioni e rifiuti – terza conseguenza-
ed a attacarsi alla vita, quarta conseguenza. Queste quattro conseguenze sono
le cause della sofferenza umana. L’individuo ha perso la consapevolezza di
essere essitenza cosciente ilimitata per essere piccoli, limitati e separati
del tutto.
L’evoluzione
di un essere umano implica il rendersi conto di chi si è veramente,
desidentificandosi a partire dai livelli più densi, fino ai livelli più
sottili. È rendersi consapevoli, è un risveglio.
Nei
primi stadi cioè quelli più densi, l’essere umano comincia a imparare partendo
dalla sofferenza. Agisce e, secondo le conseguenze, avrà felicità o sofferenza.
Prima si farà guidare per i suoi istinti, dopo per i suoi bisogni, fin ché, per
non soffrire andrà corregendo le sue azioni. Posteriormente, manmano che
l’essere umano continua ad evolversi, la sofferenza lascia il posto ad un altra
modalità evolutiva: la scelta delle azioni corrette.
Questo processo si
realizza in una sola vita e anche attraverso migliaia di vite. Il uomo è un
viandante che intraprende un lungo viaggio, quello che è cominciato nella
pietra, poi attraverso il mondo vegetale e l’animale e adesso ha ragiunto la
vita umana.
Lungo tante vite si imparano delle lezioni e si evolve attraverso lo
svilupo di talenti abilità superiori che possono essere ragiunti in una sola
vita. Lungo il percorso di tante vite l’essere umano ci si ritrova con se
stesso.
La
Coscienza manifesta anche dei poteri – la Creatività, il sostenimento e la
transformazione – che quando vengono riflesse nel nostro intelletto vengono
conosciuti come corpi ( shariras ) causali, budici e atmici rispettivamente.
Ricardo Leveratto
mercoledì 9 aprile 2014
Stati alterati di coscienza
Parlare di stati modificati di coscienza e di esperienze
transpersonali non è semplice perché è difficile capire quando non si passa
attraverso questo tipo di esperienze. Fortunatamente, la crescente diffusione
di diverse tecniche di coscienza alterata, consente di che gran numero di
persone, provino queste esperienze intense.
Necessariamente questa apertura consentirà la rottura delle
credenze limitanti ordinari per far posto alle esperienze non ordinarie.
Potrebbero essere inclusi tra le esperienze
transpersonali quelle relative al contatto con entità disincarnate ed
esperienze nel regno astrale. Questi temi si stanno diffondendo ampiamente nella
letteratura moderna.
Nelle manifestazioni più semplici, le persone vedono apparizioni
spontanee di persone care o di altri esseri morti e ricevono i loro messaggi.
Anche, può avvenire in questo tipo di esperienze, la
comunicazione con spiriti guida o un essere che assume una posizione di maestro
o di protezione. Questo,
oltre a dimostrare l'esistenza della realtà spirituale, è di grande beneficio
come fonte di informazione e orientamento.
Questi tipi di connessioni possono assumere una forma
umana o possono essere visualizzate come, ad esempio, fonte d’illuminazione
radiante.
La canalizzazione è un particolare fenomeno che si
verifica in questo tipo di esperienze. Qualcuno invia messaggi da una fonte
esterna alla propria coscienza.
A volte le avventure transpersonali ci portano a mondi diversi
e estranei a noi, che si trovano in altri piani di realtà. In questa categoria
intendiamo gli incontri con esseri intelligenti che abitano altri
"luoghi".
Altri stati sono esperienze transpersonali di essere
fuori dal corpo, in cui una persona, è in grado di "viaggiare" in luoghi
lontani ed scoprire cosa succede là.
Questo è spesso ciò che accade nelle esperienze di
vicinanza alla morte.
La prova più
convincente dell'autenticità dei fenomeni transpersonali proviene dallo studio
di queste esperienze
fuori del corpo, durante le quali, si può sentire che la coscienza stessa è separata dal corpo, e può viaggiare e vedere
cose che accadono in località remote.
Le persone che sono riuscite ad attraversare queste tipo
di situazioni, emergono da loro, con una visione spirituale che trasforma la
loro visione del mondo.
La morte e la nascita sono esperienze profonde che hanno
esperienza nella espansione di coscienza. Il metodo di respirazione olotropica
è altamente stimolante per l'emergenza di questi temi.
Il pellegrinaggio che assume ogni essere umano, dal
concepimento alla nascita, configura
esperienze emozionanti per essere a conoscenza. Quando il contenuto di queste esperienze
emerge alla coscienza consente una tale comprensione che ha una guarigione e
potere trasformativo sulla nostra vita di oggi.
Tutte queste modalità, infine, hanno il solo scopo di
portare la persona a scoprirsi internamente, ad trascendere i limiti e cogliere le
lezioni che deva sapere in questa vita. Le crisi emotive si aprono come una
porta che consente l'accesso a un mondo sconosciuto finora, ma, nonostante i
timori che coinvolge varcare la soglia in un primo momento, scopre infinite
possibilità di conoscenza su noi stessi e la nostra vera ragione di essere.
E 'in ognuno di noi fare la scelta giusta e accettare ciò
che accade a noi come un dono della vita alla nostra propria crescita
interiore.
Il percorso di evoluzione è un susseguirsi di sfide come
esperienze di apprendimento; quindi, siamo immersi in situazioni laboriose perfettamente create dall'anima per
favorire il processo evolutivo.
Annamaria Saracco
Espansione della Coscienza -
Per indagare la coscienza è necessario il movimento verso
l'ignoto di ciascuno di noi. Tutti siamo invitati a percorrere il cammino della
conoscenza di sé per acquisire progressivamente più informazioni su chi siamo e
cosa siamo venuti al mondo.
Siamo tutti chiamati ad una presa di coscienza del nostro
vero scopo nella vita. Ma è in noi sentire la chiamata ed essere disposti all’avventura.
La coscienza è l'aspetto immateriale, non energetico della realtà primordiale.
È la base
invisibile e la sostanza di tutto il mondo oggettivo. È la capacità di
conoscere, sapere, la testimonianza di tutti i cambiamenti del tempo e dello
spazio, il sé reale.
La coscienza non è personale, ma transpersonale. In
infatti si tratta un aspetto dell'Assoluto che è al di là dello spazio, tempo,
concetti, categorie, limiti. La sua natura è intangibile e come tale è
necessario impiegare metodi per arrivare al loro incontro.
Ma cosa significa entrare nello sconosciuto di ciascuno?
Navigare la coscienza è raggiungere le aree che sono al di là del quotidiano
per consentirci attraversare il confine del conosciuto.
Ciò richiede
concentrarsi su differenti livelli, oltre ai quali siamo abituati, per
avvicinarsi a questo mondo interiore da scoprire. In Occidente abbiamo
identificato solo un numero limitato di stati di coscienza (come la veglia e il
sonno), il resto sono condizioni patologiche che nulla hanno a che fare con
questo.
La psicologia Transpersonale presta attenzione e apprezza
i diversi stati di coscienza ed induce la sperimentazione. In questo senso, il
grande teorico Ken Wilber afferma che "ogni livello di coscienza è
associato a un tipo di esperienza ed a un senso di identità che va dalla
sensazione limitata associata a la coscienza egocentrica, fino la suprema
identità o coscienza cosmica ".
Quindi questo paradigma riconosce il potenziale umano di
sperimentare una vasta gamma di stati non-ordinari di coscienza che comportano
un ampliamento oltre i confini dell'Io. Le esperienze transpersonali mostrano
l'esistenza di una vasta gamma di domini che vanno oltre l'universo fisico.
Uno stato di coscienza espansa viene riconosciuto quando
una persona raggiunge coprire completamente la loro identità totale:
corpo-mente-spirito-universo. Da questo riconoscimento, gli stati estesi
possono essere raggiunti attraverso varie tecniche come la meditazione,
l'assunzione di piante enteogeniche, la respirazione olotropica, la terapia
delle vite passate ... danza, musica,
mandala, tra gli altri.
A tutti viene offerta l’opportunità di lavorare nella
nostra evoluzione di coscienza e di intraprendere, secondo le parole di Wilber,
"un grande viaggio di crescente consapevolezza di sé ed un ritorno alla
nostra vera identità."
La ricerca di
qualcosa di nuovo, come
alimento per la denutrizione dell’anima, a causa dell’insoddisfazione che
provoca la vita ordinaria, e la possibilità di avvicinarsi a una migliore
comprensione della nostra verità essenziale, porterà ad un'espansione di
coscienza allo scopo di generare un graduale cambiamento nella percezione del
nostro essere e del mondo.
Mentre il processo si muove in avanti e si possa passare
attraverso i diversi regni della coscienza, una visione più generosa della
natura umana e del cosmo sará sostenuta e ci dimostrerà che "il Grande Viaggio della Vita" è
già iniziato e , al nostro ritorno, non ci saremo gli stessi.
Annamaria Saracco
Annamaria Saracco
giovedì 20 marzo 2014
martedì 11 marzo 2014
lunedì 10 marzo 2014
Eckhart Tolle.- Un nuovo mondo
Ogni essere umano emana uno specifico campo energetico corrispondente al proprio stato interiore e la maggior parte delle persone può percepirlo, magari solo a un livello subliminale.
In altre parole: nonostante costoro non si rendano conto di quello che stanno percependo, questa percezione influenza grandemente i loro sentimenti e le loro reazioni verso la persona con cui vengono in contatto.
Molta gente ha una chiara consapevolezza di ciò quando fa la conoscenza di qualcuno, ancora prima di qualunque scambio verbale. Poco dopo, tuttavia, le parole prendono il sopravvento nella relazione e così fanno i ruoli che la maggior parte delle persone interpreta.
Allora l'attenzione si sposta a livello della mente e questo determina una gran diminuzione dell'abilitá di percepire il campo energetico dell'altro. Nondimeno, a un livello inconsapevole questo campo energetico continua a essere percepito.
sabato 8 marzo 2014
La ruota delle lune - Meditazioni pellerossa per molte lune-
Lenire le pene del cuore
Mi sono accorto che il cuore mi si spezzava;
non potevo fermare il dolore,
né allora, né ora.
Dove c'era stata fiducia
regnava il tradimento ... solo ... vincitore.
Le mie lacrime avrebbero riempito un oceano ...
se avessi avuto la forza di piangere.
L'isolamento suglia soglia di casa, di notte,
e con la notte arrivano la solitudine
e la paura.
L'amore di Madre Terra mi ha reso più forte,
questa notte lasceró che le colline mi sostengano ...
e il vento mi terrà compagnia.
non potevo fermare il dolore,
né allora, né ora.
Dove c'era stata fiducia
regnava il tradimento ... solo ... vincitore.
Le mie lacrime avrebbero riempito un oceano ...
se avessi avuto la forza di piangere.
L'isolamento suglia soglia di casa, di notte,
e con la notte arrivano la solitudine
e la paura.
L'amore di Madre Terra mi ha reso più forte,
questa notte lasceró che le colline mi sostengano ...
e il vento mi terrà compagnia.
venerdì 7 marzo 2014
Sri Aurobindo
Cercate di realizzare la forza che è in voi, cercate di farla uscire; in tal
modo vedrete che tutto ciò che fate non viene da voi ma da quella verità che sta
dentro voi ... perchè non siete voi, ma qualcosa all'interno di voi.

mercoledì 29 gennaio 2014
Eckhart Tolle. Parole dalla Quiete .Con traducción al castellano
L'umanità subisce una grande pressione a evolvere perchè è la nostra unica possibilità di sopravvivere come razza. Ciò influenzerà ogni aspetto della vostra vita e i rapporti affettivi in particolare. Mai prima d'ora le relazioni sono state altrettanto problematiche e conflittuali come lo sono adesso.
... Se voi continuate a perseguire il fine della salvezza attraverso una relazione, continuerete a restare delusi. Ma se accettate che la relazione sia qui per rendervi consapevoli anzichè felici, allora il rapporto vi offrirà davvero salvezza, e voi potrete allinearvi alla consapevolezza superiore che vuole nascere in questo mondo. Per coloro che si attengono ai vecchi schemi, vi saranno ancor più dolore, violenza, confusione e pazzia.
ECKHART TOLLE
mercoledì 22 gennaio 2014
Gegg Braden
IL DOLORE È IL MAESTRO
LA SAGGEZZA È LA LEZIONE
Se porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che porterete alla luce vi salverà.
Se porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che porterete alla luce vi salverà.
Se non porterete alla luce quello che è dentro di voi, quello che non porterete alla luce vi distruggerà.
Vangelo di Tommaso
Trasformare il dolore in saggezza
In quanto parte di un ciclo naturale, le esperienze del "dolore" e della "saggezza" sembrano condividere radici profonde. Se da un lato il dolore proviene dal modo in cui interpretiamo un' esperienza, dal altro lato cambiare cioè che proviamo rispetto a quanto è accaduto sposta la nostra focalizzazione all'interno del ciclo.
Quando un'esperienza ci fa così male da farci preferire di negarla, metterla da parte o evitare in qualche modo di fronteggiarla, anzichè affrontarla a viso aperto, è facile ritrovarsi bloccati nei sentimenti.
Tuttavia, ciascuno di noi ha il potere di trasmutare il dolore, a prescindere dalla sua origine, nella sua forma guarita, la saggezza. Sebbene l'esperienza che ci ha causato dolore resti invariata, il nostro atteggiamento verso la sofferenza che proviamo diviene il luogo dove rintracciamo il nostro potere.
venerdì 17 gennaio 2014
NDW: C’è solo la verità
In questo giorno della tua vita, caro amico, credo che Dio voglia che tu sappia…
…che il tradimento di se stessi per non tradire un altro, è comunque un tradimento. É il più Alto Tradimento.
Tradendo te stesso non stai evitando il tradimento, stai semplicemente scegliendo chi tradire. In realtà, non esiste una cosa come il “tradimento”. C’è solo la verità, finalmente pronunciata.
Questo non è per niente tradimento. Questo è amore. Per l’altro, e per te stesso. Riesci ad amare così tanto?
Sai esattamente perché hai ricevuto questo messaggio oggi.
Con Amore,
Neale
https://www.facebook.com/steverusso66
martedì 14 gennaio 2014
Gregg Braden
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Gli antichi ci hanno tramandato che proprio in quest’epoca sarebbe nata una generazione di persone dotate di uno speciale potere insito nel loro essere, che si sarebbe risvegliato in virtù della loro esperienza di vita, nei loro rapporti umani… con il risveglio quegli esseri non sarebbero mai più stati gli stessi. Con il risveglio neanche le loro parole ed i loro corpi sarebbero più stati gli stessi.
Gli antichi erano così certi del momento in cui questo sarebbe avvenuto e del ruolo che gli esseri umani avrebbero avuto nel cambiamento, che diedero persino un nome a coloro che sarebbero vissuti in quest’epoca: coloro che camminano tra i mondi.
martedì 7 gennaio 2014
Mirabai Ceiba Chanting "I Am Thine/Hummee Hum" LIVE at Sat Nam Fest West...
"Dentro di noi esistono forze selvagge e meravigliose".
Con queste parole, San Francesco D'Assisi descrisse il mistero e il potere che convivono nell'animo di ciascun uomo, donna e bambino della Terra.
Rumi, il poeta sufi,ha descritto la grandezza di quel potere, paragonandolo a un fantastico remo che ci spinge lungo il flusso della Vita.
"Se anche voi come me porrete all'opera la vostra anima su questo remo", egli esordì, "il potere che ha creato l'universo entrerà nelle vostre membra non da una fonte esterna, bensì da un regno celeste che dimora in ciascuno di noi".
"La scienza perduta della preghiera". Gregg Braden




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