Il
riconoscimento della dimensione spirituale della psiche, come integrazione del
nuovo paradigma transpersonale rappresenta una netta delimitazione con le
teorie psicologiche tradizionali.
Allo stesso tempo la lettura di
vite passate come tematica emergente oggi giorno, sintetizzano un nuovo sguardo
per la creazione di salute e benessere.
Ma non sempre è stato
correttamente gestito questo nuovo approccio sopratutto quando si cercava di
metterlo alla pratica attraverso arcaici strumenti esistenti che accompagnavano
le ricerche tradizionali.
Questa sottile indifferenziazione
ha dato luogo a cattive interpretazioni
che hanno dato come conseguenza credenze sbagliate rispetto alla sua
implementazione.
La cornice dentro la quale vi
approcciano le terapie di vite passate nella psicologia transpersonale è LA
CONSAPEVOLEZZA SULLA CONTINUITÀ DELLA COSCIENZA.
Nonostante ciò esiste la tendeza
a semplificare questo processo di guarigione. Il rischio è avere uno sguardo
lineare nell’osservazione e interpretazione della memoria karmica.
La Terapia di Vite Passate è
fondamentalmente un modo per allargare le frontiere della coscienza ordinaria, permettendo
l’accesso ad alcuni livelli di esperienza che determinano frequenze più elevate
di funzionamento.
Cosa significa? La qualità del modello
vibrazionale, la densità dei diversi livelli di energia nei quali ci muoviamo,
è molto importante per poter recepire qualsiasi informazione proveniente dai diversi piani di coscienza. È
fondamentale usare le nostre energie e creare uno spazio di energia “leggera”,
sottile” che ci permetta di essere più recettivi.
Questo processo non dipende da
interventi esterni se non che principalmente e decisamente, da un atteggiamento
di compromesso, volontà, chiara intenzione di riconoscerli, caratteristiche
queste, necessarie per intraprendere un difficile percorso di crescita. E
questo percorso è quello della consapevoleza.
Cammino di rivelazioni, di
delusioni ( cadranno i veli illusori costruiti dalla nostra mente).
Necessariamente avremmo bisogno di guide in questa avventura difficile e
affascinante, ma ciò che è imprescindibile è un livello di coscienza che
permetta questa azione di compromesso
verso un lavoro olistico che avvolge tutti i livelli di coscienza
dell’Essere.
Per ciò ritengo importante
presentare la Terapia di Vite Passate da un punto di vista evolutivo.
È un modo di capire gradualmente
e di risvegliarsi alla finalità più elevata della nostra esperienza nella
Terra.
È un percorso di risveglio che
man mano rivela nuove forme di accesso a una progressiva comprensione della
multidimensionalità dell’Essere che siamo.
La nostra identità si allarga
nella misura in cui percorriamo con responsalibità e consapevolezza questo percorso.
L’approccio verso le vite
passate è un modo per allargare la coscienza di chi siamo in una realtà più
globale.
Il suo oggetto non è ne minore
ne secondario. Il suo fine ultimo non è eliminare paure, fobie, ne ansie. È
ancora di più, è l’opportunità di affrontare loro, attraversandoli in un
crescente processo di consapevoleza e integrazione.
Non
è una consapevoleza intellettuale quella che determinarà il processo di
guarigione se non che una esperienza di riconoscimento e accettazione, di sfide
previe non assunte.
La
saggezza nasce dalla consapevolezza per la esperienza vissuta e che la mente
non riesce a contenere.
Annamaria Saracco

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