venerdì 25 aprile 2014

L’EVOLUZIONE DELLA PSICOLOGIA: Verso un nuovo sguardo dell’Essere.


“La mente non brilla grazie alla propria luce, se non che è un oggetto illuminato dall’io. L’io è illimitato, è la coscienza pura che illumina i contenuti della mente....l’egoismo, - la sensazione limitata dell’io- sorge quando l’intelletto si attribuisce per sè il potere della coscienza.”
(Pantajali)

                Agli inizi la Psciologia Occidentale, cercava e si sforzava per diventare una scienza a tutti gli effetti. È così che, con una esperienza di laboratorio, è nata la Psicologia Conduttivista. 
Il centro del suo sguardo è centrato solo nel comportamento osservabile e misurabile per poi escludere tutti quei comportamenti non in grado di essere misurati.

                Nonostante ciò, il graduale e innegabile riconoscimento della sofferenza psicologica da parte degli specialisti, ha permesso che il lavoro clinico cominciasse a incorporare nuovi elementi che fino a quel momento non erano accettati.

 Cosi è nata la Psicanalisi la cui attenzione viene centrata principalmente  negli aspetti soggettivi e inconsci del soggetto.
                Tanto la Psicanalisi come il Conduttivismo hanno dato le fondamenta per la Psicologia Clinica e la Psicologia Esperimentale dominanti durante la prima metà del secolo XX.
 Ma negli anno 60 emergono altre voci che segnalavano questi modelli come limitati rispetto al ventaglio di possibiltà che può presentare l’esperienza umana. 
In questo senso, si averte che la “Vecchia” psicologia partiva dallo studio della psicopatologia e lasciava da parte le caratteristiche della psiche sana. 
Oltre a quello, queste scuole si occupavano di generalizzare situazioni di laboratorio per essere applicate alla complessa vita quotidiana.

                Questo approccio obbligava a fare una lettura riduzionista della natura dell’Essere senza nessuna considerazione per i fattori spirituali costitutivi. In questo modo veniva negata la esistenza di altre dimensioni di coscienza e così diventavano patologiche esperienze transpersonali di fondamentale importanza.

                Le limitazioni imposte per le letture mecanicciste tradizionali psicologiche furono quelle che finalmente hanno scatenato una crisi di sconformismo. Questo movimento critico generò un livello di energia che aprì nuovi spazi per lo sviluppo di un nuovo sguardo dell’Essere, più ampia e più rispettosa della sua natura.

                Come risposta a questa situazione, è emerso un nuovo modello psicologico che allargava gli orizzonti della Psicologia del momento e che sviluppava un approccio più completo della psiche umana.

 Abraham Maslow, uno dei membri fondatori della Psicologia Umanistica e della Psicologia Transpersonale, dice che “il sorgere di questo nuovo approccio ha come obiettivo l’allargare e integrare la visione freudiana.”

  Ma se questa visione umanista allargava e rinnovava la concezione della psiche, verso la fine degli anni 60 è stato necessario un nuovo cambiameto nel contesto concettuale, e così è nata la Psciologia Transpersonale.

 La Psicologia Umanistica è stato un movimento di transizione verso una Psicologia “Transumana” o Transpersonale, aggiunse.


                La Psicologia Umanistica centra i suoi studi nella esperienza umana per contribuire al miglioramento della qualità della vita e il perfezionamento dell’essere umano.

 Quella lettura ha messo in rilievo la possibiltà di che ogni persona sana abbia esperienze elevate , piene di senso, intense, beatifiche, dove può spandere la sua sensazione di identità sentendosi in unione con l’Universo. 

Così la psicologia Umanistica e quella Transpersonale, sorgono come nuova coscienza che da risposte alle esperienze umane.

Annamaria Saracco



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