domenica 20 aprile 2014

La Coscienza


                La coscienza è la capacità di conoscere, di sapere,  è il testimone di ogni cambiamento. È ciò che fa che tutto esista. Non c’è oggetto nelle coordenate spazio temporale senza una coscienza che lo percepisca. 

Il koan zen chiede “qual è il suono di un albero che cade nel bosco dove nessuno lo sente?” e noi possiamo rispondere che se non c’è un essere cosciente che ascolta, non c’è suono.
 È necessario che ce ne sia una mente che decodifiche le vibrazioni esistenti come un albero cadendo in un bosco e generando suoni, lo stesso che un organo auditivo che riceve quelle vibrazioni che va a decodificare la mente.
 Deve avere una coscienza immanente nel bosco, nel orecchio e nella mente. 
La nostra ignoranza – il paradigma nel quale ci siamo formati-  ci dice che c’è un mondo là fuori indipendente da chi osserva. Ma non ostante ciò quel mondo si manifesta soltanto quando viene osservato da un osservatore con una coscienza.

 Il mondo è fatto per una Coscienza e per essere sfruttato per una Coscienza.

                La Coscienza è difficile da definire perché nessuna forma la può contenere nel suo interno. I termini spirito e anima fanno riferimento a un soffio, all’aria, particolarmente all’aria in movimento, il vento. Cioè denota un movimento che, oltre a essere libero di ogni struttura materiale, è invisibile come l’aria, ma potente come il vento.

                Ma nell’Essere Umano la Coscineza è sempre associata a una vibrazione, con la quale si identifica e con la quale si confonde. Non c’è una Coscienza libera se non legata a una vibrazione fisica, mentale o emozionale, come abbiamo visto nel capitolo precedente, quando si faceva riferimento a come sono le persone che si identificano con cada uno di quei livelli energetici.
                Così, la Coscienza Unica, manifestandose come un Essere Umano, crede di essere quel essere umano nel quale è in immanenza, e crede di essere diverso dagli altri, di cui crede di essere staccato.

 Si è identificato con la materia della quale si è associato e attraverso la quale a perso la nozione di essere chi è: Coscienza Pura. Queste sono le regole del gioco. Adesso la Coscienza, nascosta nelle forme, deve incotrare sè stessa.

                Vediamo allora che, manifestandose l’Essere in un Essere Umano, la prima cosa che succede è la dimenticanza, la perdita della consapevoleza di ciò che si è. Questo noi lo chiamiamo ignoranza fondamentale, la prima conseguenza della manifestazione dell’uomo.

                La seconda conseguenza è la comparsa di un ego, l’idea di essere un corpo e una mente, un “io” separato dagli altri e diverso da loro, autoreferenziale. A ciò noi lo chiamiamo egoismo.

                Adesso questo essere umano comincia ad avere attrazioni e rifiuti – terza conseguenza- ed a attacarsi alla vita, quarta conseguenza. Queste quattro conseguenze sono le cause della sofferenza umana. L’individuo ha perso la consapevolezza di essere essitenza cosciente ilimitata per essere piccoli, limitati e separati del tutto.

                L’evoluzione di un essere umano implica il rendersi conto di chi si è veramente, desidentificandosi a partire dai livelli più densi, fino ai livelli più sottili. È rendersi consapevoli, è un risveglio.

                Nei primi stadi cioè quelli più densi, l’essere umano comincia a imparare partendo dalla sofferenza. Agisce e, secondo le conseguenze, avrà felicità o sofferenza.
 Prima si farà guidare per i suoi istinti, dopo per i suoi bisogni, fin ché, per non soffrire andrà corregendo le sue azioni. Posteriormente, manmano che l’essere umano continua ad evolversi, la sofferenza lascia il posto ad un altra modalità evolutiva: la scelta delle azioni corrette.

 Questo processo si realizza in una sola vita e anche attraverso migliaia di vite. Il uomo è un viandante che intraprende un lungo viaggio, quello che è cominciato nella pietra, poi attraverso il mondo vegetale e l’animale e adesso ha ragiunto la vita umana.

 Lungo tante vite si imparano delle lezioni e si evolve attraverso lo svilupo di talenti abilità superiori che possono essere ragiunti in una sola vita. Lungo il percorso di tante vite l’essere umano ci si ritrova con se stesso.

                La Coscienza manifesta anche dei poteri – la Creatività, il sostenimento e la transformazione – che quando vengono riflesse nel nostro intelletto vengono conosciuti come corpi ( shariras ) causali, budici e atmici rispettivamente.

Ricardo Leveratto

Nessun commento:

Posta un commento