lunedì 18 febbraio 2013

Visione spirituale della sofferenza psichica

Associazione Italiana di Psicologia Transpersonale


La sofferenza psichica secondo:

L’approccio psicologico

• Tutta la sofferenza umana proviene dall’esterno: l’essere umano è una vittima pasiva e ha ragione di avere paura e difendersi dal mondo esterno.
• La sofferenza psichica è segnalata da sintomi che provengono da relazioni oggettuali mal metabolizzate o da condizionamenti negativi.
L’essere umano ha ragione di essere risentito con il mondo: egli è la vittima sacrificale della violenza altrui.
• La mente sana è identificata con l’assenza di sintomi clinici e la sua sofferenza non va curata.
• La mente insana ha sintomi e va curata con la loro soppressione, senza riferimento allo stato etico e spirituale.

L’approccio meditativo

• Parte della sofferenza è autoprodotta da azioni erronee del passato e del presente: più che provare paùra, l’essere umano deve assumersi la responsabilità delle sue azioni attraverso un retto agire.
• La sofferenza psichica è sia il frutto di un precedente karma negativo, sia il risultato nel qui e ora dei veleni della mente inconsapevole ed egocentrata.
L’essere umano non ha ragione di risentimento: il suo compito è procedere verso la conoscenza e trasformazione di sè stesso.
. L’assenza di sintomi clinici no è suficiente a valutare la sanità. La mente è sana quando è abitada da qualità e fattori etici che producono la retta percezione che è unita con la vita.
• La mente insana è abitata da fattori di inconsapevolezza egocentrica e dai veleni della mente, che sono attributi non etici di illusione e sofferenza.
La cura implica lo sviluppo spirituale.

Laura Boggio Gilot. Presidente e Fondatore

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