sabato 23 febbraio 2013

Carl G. Jung

Non c'è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell'assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima.Non si raggiunge l'illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l'oscuritá interiore.
Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia.
 
Una psicologia capace di soddisfare soltanto l'intelletto non è mai una psicologia pratica; l'anima nella sua totalità non può mai essere intesa soltanto con l'intelletto.Ci piaccia o no, il momento della visione universale s'impone, perché l'anima cerca un'espressione capace di coglierla in tutta la sua pienezza.

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