venerdì 12 aprile 2013

RUDOLF STEINER

ENTITA’ CORPOREA, ANIMICA E SPIRITUALE NELL’UOMO 

Foto

   Come si riconoscono al corpo umano le tre forme di esistenza: minerale, vegetale e animale, bisogna riconoscergliene anche una quarta: quella specificamente umana.
Per la forma di esistenza minerale l'uomo è imparentato con tutto ciò che visibile (edifica il suo corpo con gli elementi della natura); per quella vegetale con tutti gli esseri che crescono e si riproducono; per quella animale con tutti quelli che percepiscono quanto li circonda e che, sulla base di impressioni esterne, hanno esperienze Interiori .
Per quella umana, già sotto l'aspetto corporeo, egli forma un regno a Sè.

 La semplice sensazione appartiene al mondo Interiore.
Nessuno può sapere se un altro esperimenti tale semplice sensazione in modo identico al suo.
 
 Dobbiamo dunque qualificare la sensazione come animica. Rendendoci conto di questo fatto, si cesserà presto di considerare esperienze Interiori come semplici processi cerebrali o simili.

  Alla sensazione si connette anzitutto il sentimento. Una sensazione produce nell'uomo piacere, un' altra dispiacere. Sono moti della sua vita Interiore, animica. Nei suoi sentimenti l'uomo si crea un secondo mondo in aggiunta a quello che agisce su lui dall'esterno. Si aggiunge un terzo fattore: la volontà. Per suo mezzo l'uomo torna ad agire sul mondo esterno. In tal modo imprime al mondo esterno il carattere del suo essere Interiore.

  Alle leggi del ricambio l'uomo è assoggettato dalla natura; alle leggi del pensiero sia soggetta da Sè. In tal modo l'uomo si rende partecipe di un ordine superiore a quello cui appartiene col suo corpo. E' l'ordine Spirituale.
 
 Come il corpo differisce dalla l'Anima, così l'Anima a sua volta differisce dallo Spirito. La vita animica comincia soltanto quando nell'ambito di quel movimento sorge la sensazione (un sapore, un piacere, un dispiacere).
La parte animica è piuttosto la base di quella Spirituale, come quella corporea è la base di quella animica.

Tratto da: TEOSOFIA di Rudolf Steiner

O.M. Aivanhov

IL POTERE DELLE PAROLE  
Foto

Un tempo nell’Iniziazione si insegnava ai discepoli come servirsi delle parole, come pronunciarle in modo da mettere in movimento le forze della natura.
Le parole sono possenti, ma non sappiamo ancora servircene, né pronunciarle correttamente..
Qundo vi sentite abbandonati, avete l’impressione che nessuno vi ami, pronunciate la parola “ AMORE ”, una due, dieci volte e in diversi modi: potrete così provocare l’intervento delle potenze cosmiche dell’Amore con le quali non potrete mai sentirvi soli o abbandonati.
Se siete immersi nel buio Interiore, se vi sentite affossati nel fondo del baratro, pronunciate la parola "SAGGEZZA ” o “ LUCE ” fino a quando queste parole non vibreranno e canteranno in tutte le cellule del Vostro Essere.
Se vi sentite oppressi, limitati, turbati, pronunciate la parola “ LIBERTA' ”.

Stralci da:" In Principio era il Verbo" di O.M. Aivanhov